Il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento, ribadendo che la traiettoria più probabile resta quella di un’inflazione che si stabilizza verso il 2% nel medio termine. Nel comunicato, Francoforte sottolinea anche la tenuta dell’economia nonostante un contesto globale difficile: disoccupazione bassa, bilanci privati solidi e spesa pubblica (difesa e infrastrutture) che procede gradualmente, mentre gli effetti dei tagli passati continuano a trasmettersi a credito e attività.
La scelta della pausa è coerente con il quadro raccontato nelle ultime analisi di mercato: un momento Goldilocks[1] che però può essere disturbato da variabili esterne (cambio, materie prime, geopolitica e incertezza sulle politiche commerciali). Oggi la politica monetaria è in ordine, ma l’ambiente resta abbastanza instabile da consigliare prudenza.
Quindi restano invariati i tre tassi di riferimento della BCE[2]:
1) Tasso sui depositi (Deposit Facility Rate) – pari al 2,00%: il “pavimento” del mercato monetario
È il tasso riconosciuto alle banche quando depositano liquidità presso la BCE overnight. Mantenendolo invariato, la BCE lascia stabile il riferimento a brevissimo termine (a rischio minimo) e, di riflesso, l’ancoraggio per molti tassi a breve del mercato monetario. Per imprese e famiglie questo significa che non arriva un’ulteriore spinta espansiva immediata: il graduale miglioramento delle condizioni finanziarie dipende soprattutto dagli effetti delle riduzioni già effettuate e dalla loro trasmissione al credito.
2) Tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali (MRO) – pari al 2,15%: il riferimento per la liquidità ordinaria
È il tasso applicato alle operazioni con cui le banche possono ottenere fondi dalla BCE con scadenza di una settimana – liquidità standard n.d.a. – fornendo collaterale. Lasciarlo invariato segnala che Francoforte non vede, al momento, la necessità di modificare il costo della liquidità di base. In concreto, la BCE sceglie la continuità, monitorando se la crescita regge grazie alla domanda interna e se l’inflazione resta ancorata senza nuove mosse.
3) Tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale (Marginal Lending Facility) – pari al 2,40%: il “tetto” del corridoio
È il tasso al quale le banche possono ottenere liquidità overnight dalla BCE a un costo più elevato, come strumento di ultima istanza. Mantenendolo invariato, la BCE preserva il corridoio dei tassi e la funzione di “paracadute” del sistema: non è un segnale di allarme, ma di normalità operativa. Per il mercato è rilevante perché funge da limite superiore ai tassi overnight nelle giornate più turbolente, quando volatilità e notizie esterne possono muovere rapidamente aspettative e prezzi.
Cosa aspettarsi
La BCE conferma un approccio guidato dai dati e “riunione per riunione”, senza pre-impegnarsi su un percorso dei tassi. Finché l’inflazione resterà coerente con il 2% e l’economia terrà, l’orientamento più probabile è la stabilità; se invece l’incertezza esterna dovesse trascinare l’inflazione e le aspettative persistentemente sotto target, tornerebbe sul tavolo l’ipotesi di un sostegno aggiuntivo con conseguente abbassamento dei tassi e politica monetaria espansiva.
La BCE ha inoltre richiamato una prospettiva operativa rilevante: come assicurare liquidità in euro anche al di fuori dell’area euro senza intervenire sui tassi, attraverso il quadro delle repo lines (EUREP). Si tratta di accordi in cui una banca centrale non appartenente all’area euro può ottenere liquidità in euro dalla BCE a fronte di collaterale: in pratica un prestito garantito, con scadenza definita, che riduce il rischio per l’Eurosistema tramite un margine di garanzia e limiti quantitativi.
La revisione in corso – con possibile ampliamento dell’accesso e ridefinizione delle condizioni – può ridurre il rischio di tensioni e corse alla liquidità in fasi di stress e contribuire a preservare il corretto funzionamento dei mercati globali, rafforzando la trasmissione della politica monetaria. In prospettiva, potrebbe anche sostenere l’uso internazionale dell’euro.
[1] Quando si parla di “momento Goldilocks della BCE” si intende: inflazione vicino al 2% e crescita che regge, quindi per un po’ i tassi possono restare fermi.
[2] Dati da “Key ECB interest rates”, https://www.ecb.europa.eu, 6/2/2026.


