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Palantir: Foundry e il nodo europeo dell’AI applicata

Paola Portuese

Se il primo movimento della corsa all’intelligenza artificiale è stato dominato dai grandi modelli americani, il secondo si gioca sempre più sul terreno dell’integrazione operativa dei dati. In tale ambito i prodotti commercializzati da Palantir funzionano da catalizzatori del mercato. A differenza dei produttori di modelli generalisti, la società guidata da Alex Karp non vende ‘intelligenza artificiale’ in senso astratto: vende piattaforme che collegano dati, processi decisionali e azione operativa. Su scala globale, il gruppo si muove attraverso quattro pilastri: Gotham per difesa, intelligence e sicurezza; Foundry per imprese e amministrazioni civili; Apollo per l’aggiornamento continuo del software; AIP come piattaforma applicativa che consente di usare l’intelligenza artificiale generativa e sistemi automatizzati su dati e processi già strutturati e governati. Nel 2025 Palantir ha dichiarato 954[1] clienti, con il 54% dei ricavi dal segmento governativo e il 74% del fatturato generato negli Stati Uniti: numeri che mostrano come l’azienda resti, prima di tutto, un attore americano con prevalente utilizzo da parte del settore pubblico.

Negli Stati Uniti Palantir svolge due funzioni diverse ma convergenti. Da un lato è un fornitore strutturale di software per apparati di difesa e sicurezza: Gotham viene presentato dalla stessa azienda come un sistema in grado di integrare sensori, dati e decisioni operative in ambienti militari dinamici. Dall’altro lato, Foundry e AIP stanno accelerando la penetrazione nel settore commerciale americano, dove Palantir si propone come ‘sistema operativo’ per supply chain, sanità, utility, manifattura e funzioni aziendali complesse. L’impresa, nata all’ombra della sicurezza nazionale, cerca ora di trasferire nel mercato civile la stessa promessa di superiorità decisionale ottenuta nei contesti governativi.

La collaborazione con le politiche governative US ha rivelato alcune criticità dell’utilizzo di Gotham. L’American Civil Liberties Union sostiene infatti che i sistemi sviluppati da Palantir per ICE[2] consolidano dati provenienti da molteplici banche dati pubbliche e private, creando dossier informativi molto estesi che non riguardano solo soggetti condannati, ma anche titolari di visto e perfino cittadini americani coinvolti indirettamente nei sistemi di tracciamento. Nel 2025 ICE ha inoltre esteso il rapporto con Palantir per sviluppare ImmigrationOS, piattaforma destinata a supportare selezione, monitoraggio e gestione operativa dei processi di espulsione. Il problema non è solo tecnologico: è politico e giuridico. Quando una piattaforma unifica dati eterogenei e li rende immediatamente operativi per apparati coercitivi, il confine fra efficienza amministrativa e sorveglianza di massa diventa molto più sottile.

È anche per questo che il Regno Unito è diventato il banco di prova europeo più sensibile. Nel sistema sanitario inglese, Foundry è oggi la base software della Federated Data Platform del NHS – National Health Service -. NHS England la descrive come una infrastruttura per collegare meglio i dati già presenti nel sistema sanitario, migliorare il coordinamento tra ospedali e strutture territoriali e supportare applicazioni utili alla gestione dei pazienti: presa in carico e continuità delle cure, programmazione delle sale operatorie e controllo delle liste d’attesa, assistenza a distanza per i pazienti seguiti da casa e organizzazione delle dimissioni in modo più rapido ed efficiente. In sintesi, una vera e propria gestione operativa della sanità.

Anche il sistema di gestione del NHS England tramite Foundry è stato duramente contestato. La British Medical Association ha chiesto ai medici di limitare l’uso della piattaforma, sostenendo che i legami di Palantir con ICE minano la fiducia dei pazienti nell’uso dei dati sanitari. Nel 2025 la stessa BMA aveva approvato una mozione che definiva Palantir un partner inaccettabile per il NHS[3], citando opacità, rischi reputazionali, precedenti nel sistema di polizia americano e dubbi sull’efficacia dell’infrastruttura. Nel 2026[4] una coalizione di gruppi per i diritti umani, pazienti e operatori sanitari ha poi chiesto alle strutture del servizio sanitario inglese di non adottare la Federated Data Platform del servizio sanitario pubblico inglese, cioè la piattaforma informatica per collegare e far dialogare dati sanitari già esistenti basata sul software Foundry. Anche in Europa, come in UK, la questione Palantir non riguarda più soltanto la privacy: riguarda la legittimazione politica dell’affidamento gestionale di infrastrutture critiche a un’impresa percepita come parte dell’apparato di sicurezza americano.

Quanto alla penetrazione del mercato europeo da parte di Foundry, il quadro che emerge dalle informazioni pubblicamente disponibili è meno esteso di quanto la notorietà di Palantir potrebbe far supporre, ma già abbastanza rilevante. In Francia e, più in generale, nel comparto aeronautico e spaziale europeo, Airbus utilizza questa tecnologia come base di Skywise, una piattaforma che mette in relazione dati di volo, informazioni tecniche e gestione delle attività operative. In Italia, la Scuderia Ferrari continua a servirsi di Foundry per sostenere le decisioni fondate sull’analisi dei dati relative alla meccanica di propulsione. Sul versante industriale europeo, Stellantis ha da poco rinnovato e ampliato per altri cinque anni il proprio accordo con Palantir, estendendo l’impiego di Foundry e affiancandovi anche la piattaforma per l’intelligenza artificiale dell’azienda in alcune funzioni e in alcune aree territoriali. Sempre in Italia si segnala poi il caso Fedrigoni, che ha annunciato un’intesa pluriennale con Palantir incentrata sull’ottimizzazione delle scorte e sulla previsione della domanda: nelle fonti pubbliche non compare sempre in modo esplicito il nome Foundry, ma la logica resta quella di una piattaforma capace di coordinare dati, processi e decisioni in chiave operativa.

La domanda europea per Foundry esiste già: industria, sanità, difesa, mobilità, energia e supply chain hanno un bisogno crescente di piattaforme che trasformino i dati in decisioni operative, anche per rimanere competitivi su un mercato sempre più globale. In contrasto con tale esigenza imprenditoriale esiste però il desiderio di ripristinare, in ambito UE, una qualche forma di sovranità tecnologica, controllo dell’infrastruttura, tracciabilità giuridica, anche per ridurre la dipendenza dai fornitori statunitensi. Foundry potrà crescere nel nostro continente se verrà percepita come piattaforma operativa neutrale. Incontrerà invece evidenti limiti politici se continuerà a essere letta come proiezione civile della potenza tecnologica e securitaria americana. Il futuro europeo di Palantir non dipenderà solo dalla qualità del software, ma dalla capacità di convincere governi, imprese e opinione pubblica che efficienza, sovranità e legittimità democratica possono convivere nel medesimo ecosistema informatico. Sarebbe in ogni caso auspicabile che l’UE riuscisse a salvaguardare la propria sovranità, soprattutto in periodi di forte instabilità geopolitica come quello attuale, senza dover tornare al trattamento dei dati in via analogica ed agli obsoleti, ma quanto mai utili a preservare la sicurezza dei dati, fax di storica memoria.


[1] Dati estratti dall’Annual Report on Form 10-K esercizio 2025.

[2] L’ICE è la U.S. Immigration and Customs Enforcement, l’agenzia federale americana che si occupa soprattutto di applicazione delle leggi sull’immigrazione e di alcune indagini criminali collegate a frontiere, traffici e sicurezza. Fa parte del Department of Homeland Security (DHS).

[3] “ARM 2025: BMA passes resolution on Health Information Management and Information Technology“, 25/6/2025, bma.org.uk.

[4] “BMA calls for NHS doctors to reject using the FDP“, 9/2/2026, digitalhealth.net; “Palantir: Coalition urges NHS organisations to refuse to use controversial tech giant’s software“, 12/3/2026, bmj.com.