Nel nostro articolo del 17 marzo avevamo ricostruito i primi passaggi verso la nuova società europea: la strategia della Commissione del maggio 2025 e le raccomandazioni del Parlamento del gennaio 2026. Erano atti di indirizzo, che non istituivano la EU Inc. La proposta legislativa era ancora attesa. Oggi il procedimento è avanzato, ma la nuova forma societaria non è ancora utilizzabile.
Dalla proposta al primo accordo fra governi
Il 18 marzo 2026 la Commissione ha presentato la proposta di regolamento COM(2026) 321 sul cosiddetto «28° regime»: un quadro societario opzionale, destinato ad affiancare quelli nazionali e a facilitare la costituzione e la crescita delle imprese nel mercato unico. È questo l’atto che ha avviato il procedimento legislativo vero e proprio.
Il passaggio più recente è del 23 ottobre 2026: il Consiglio dell’Unione europea, che rappresenta i governi degli Stati membri, ha approvato la propria posizione negoziale. Ha cioè concordato il testo sul quale trattare con il Parlamento europeo. Non ha approvato definitivamente il regolamento.
Il Parlamento non si era già pronunciato?
Sì, ma su un atto diverso. Le raccomandazioni del 20 gennaio chiedevano alla Commissione di presentare una proposta; non costituivano l’approvazione della proposta arrivata successivamente.
Ora l’Eurocamera deve definire la propria posizione sul regolamento: il fascicolo risulta ancora in attesa della decisione della commissione parlamentare competente. Seguirà il confronto con il Consiglio per concordare un testo comune, che dovrà essere formalmente approvato da entrambe le istituzioni. Il precedente voto parlamentare, quindi, non sostituisce questo passaggio.
Costituzione rapida, ma con garanzie
Il progetto mantiene l’obiettivo della costituzione online in 48 ore, con un costo massimo di 100 euro. Il Consiglio chiede però controlli rafforzati: l’iscrizione potrà essere ritardata o rifiutata per ragioni legate al riciclaggio, al finanziamento del terrorismo o ad altre attività criminali. Restano inoltre centrali le garanzie sulla partecipazione dei lavoratori. Sono condizioni del testo negoziale, ancora soggette al confronto con il Parlamento.
Quando potrà partire
L’obiettivo politico è raggiungere un accordo entro fine 2026. Ma approvazione e operatività non coincidono: il Consiglio propone 21 mesi per l’attuazione, termine anch’esso da negoziare. La scelta del regolamento, direttamente applicabile, non elimina gli adeguamenti necessari per far funzionare il nuovo sistema.
Rispetto a marzo, dunque, siamo passati dagli indirizzi politici a una proposta legislativa e a una posizione condivisa fra i governi. Mancano ancora l’accordo con il Parlamento, l’adozione definitiva e la fase applicativa. Le 48 ore riguardano la futura costituzione della società: per la nascita delle regole europee, il calendario resta decisamente più lungo.
