Vai al contenuto
Impresa & Finanza

Economia, finanza e tecnologia. Le conseguenze sulle imprese e sulla società.

Infrastrutture

Arachne+: la Palantir pubblica europea

Paola Portuese

Qualche tempo fa, ragionando sull’ipotesi di una ‘Palantir pubblica’ per i controlli dello Stato, il punto non era immaginare un cervellone onnisciente capace di scoprire automaticamente frodi e sprechi. Era capire che cosa accade quando banche dati separate cominciano finalmente a dialogare e l’amministrazione può osservare non più il singolo documento, ma le relazioni tra beneficiari, società, contratti, flussi finanziari e titolari effettivi.

Quell’ipotesi oggi ha un nome meno cinematografico, ma molto concreto: Arachne+.

È il nuovo strumento della Commissione europea che incrocia grandi quantità di dati per individuare relazioni e anomalie difficili da riconoscere esaminando separatamente i singoli documenti. Su questa base attribuisce punteggi di rischio a progetti, contratti, beneficiari ed enti coinvolti nell’impiego delle risorse europee. Significa che incrocia, per esempio:

– beneficiari dei finanziamenti;

– titolari effettivi delle società;

– appaltatori e subappaltatori;

– amministratori e indirizzi societari;

– importi e flussi finanziari;

– partecipazioni a più progetti;

– sanzioni, persone politicamente esposte e informazioni reputazionali.

Un esempio concreto: tre imprese formalmente distinte partecipano a procedure diverse, ma hanno lo stesso titolare effettivo, utilizzano il medesimo indirizzo e ricevono una quota anomala dei finanziamenti. Il sistema rileva questa combinazione e assegna un rischio più elevato.

Tra aprile e giugno 2026 Arachne+ ha sostituito progressivamente la precedente piattaforma Arachne e dovrebbe diventare, entro la fine del 2027, lo strumento unitario europeo per l’analisi del rischio di frode nei programmi di finanziamento.

Il principio è semplice. Le amministrazioni forniscono informazioni su progetti, beneficiari, contraenti, subappaltatori, partner, contratti e flussi finanziari. A questi dati si aggiungono quelli relativi ai titolari effettivi e le informazioni provenienti da fonti esterne: Orbis per gli assetti societari e finanziari; World Compliance per sanzioni, persone politicamente esposte, provvedimenti e notizie reputazionali.

Orbis

È la banca dati societaria utilizzata per ricostruire:

– strutture proprietarie e gruppi societari;

– titolari effettivi;

– partecipazioni e collegamenti fra imprese;

– amministratori;

– dati economici e finanziari;

– fusioni, acquisizioni e gerarchie societarie.

Secondo Moody’s, Orbis comprende informazioni su oltre 635 milioni di società ed entità, elaborate e normalizzate a partire da più di 170 fornitori.

World Compliance e l’attuale sistema Grid

La Commissione continua a indicare World Compliance tra le fonti esterne utilizzate da Arachne+. Moody’s presenta attualmente Grid come propria banca dati per lo screening di persone politicamente esposte, sanzioni, liste di controllo e notizie negative.

Arachne+ incrocia questi elementi mediante 78 indicatori mirati e attribuisce un livello di rischio al progetto o al soggetto esaminato. Può segnalare concentrazioni anomale dei finanziamenti, intrecci proprietari, rischi reputazionali, criticità negli appalti o nell’ammissibilità della spesa.

È, in sostanza, la logica di Palantir trasferita nel perimetro istituzionale europeo: non cercare l’irregolarità in un dato isolato, ma far emergere la trama nascosta nelle connessioni.

La differenza, però, è decisiva. Arachne+ non è progettata per assumere automaticamente decisioni né per stabilire che un beneficiario abbia commesso una frode. Il punteggio costituisce un segnale istruttorio, non una prova. Deve orientare controlli e attività di audit, lasciando all’amministrazione la responsabilità della verifica e della decisione finale.

La base normativa è l’articolo 36, paragrafo 6, del Regolamento finanziario UE 2024/2509, che prevede uno strumento informatico integrato per il data mining e il risk scoring in tutte le modalità di gestione del bilancio europeo. A partire dal prossimo quadro finanziario pluriennale, previsto per il periodo 2028–2034, gli Stati membri dovranno rendere disponibili ad Arachne+ i dati pertinenti. L’eventuale obbligatorietà dell’utilizzo operativo sarà invece riesaminata entro la fine del 2027. Potrebbe quindi diventare obbligatorio alimentare il sistema, non necessariamente affidargli ogni controllo. In ogni caso l’alternativa non può consistere nel conservare per prudenza il fascicolo cartaceo – ovviamente non digitalizzato – ed il giudizio solitario del funzionario, magari trasmesso via fax. Il controllo umano resta indispensabile, ma deve essere competente, motivato e a sua volta verificabile.

Per le amministrazioni pubbliche si apre così una stagione nuova. I controlli potranno essere concentrati sulle operazioni realmente più rischiose, superando almeno in parte la ritualità delle verifiche massive e indistinte. Ma è noto che nella liturgia amministrativa-contabile anche un controllo inutile conserva una virtù: produce la prova che qualcuno ha controllato.

Con Arachne+ aumenteranno anche le responsabilità: qualità dei dati trasmessi, correttezza degli abbinamenti, tutela dei dati personali, tracciabilità delle consultazioni e motivazione delle scelte compiute dopo la segnalazione.

Un’amministrazione che dispone di più informazioni non è automaticamente un’amministrazione migliore. Lo diventa soltanto se sa distinguere un indizio da una prova, un’anomalia da un illecito e una correlazione da un rapporto causale.

Come nell’opera orwelliana 1984 il potere non deriva soltanto dal fatto che lo Stato osserva tutto, ma deriva soprattutto dalla sua capacità di:

– riunire informazioni prima separate;

– trasformare ogni comportamento in un possibile indizio;

– rendere opachi i criteri con cui una persona diventa sospetta;

– impedire al controllato di contestare la rappresentazione costruita su di lui.

Il richiamo a 1984 sarebbe improprio se servisse a descrivere Arachne+ come un nuovo Grande Fratello. Diventa invece utile per ricordare che il potere informativo non dipende soltanto dalla quantità dei dati raccolti, ma dalla capacità di collegarli e di imporne un’interpretazione.

Nella distopia orwelliana il sospetto prodotto dal sistema diventa verità. In uno Stato di diritto, il rischio segnalato da Arachne+ deve rimanere soltanto l’inizio di una verifica. Il sistema incrocia dati su beneficiari, appaltatori, titolari effettivi, flussi finanziari, persone politicamente esposte, sanzioni e informazioni reputazionali. Da questi collegamenti ricava un punteggio di rischio. La sua utilità consiste proprio nel vedere ciò che il singolo funzionario, davanti a un fascicolo isolato, non riuscirebbe a vedere.

Chissà perchè la digitalizzazione delle informazioni è ancora un miraggio per molte amministrazioni pubbliche. Ciò che rimane soltanto analogico non sfugge necessariamente ai controlli tradizionali, ma difficilmente può essere incrociato in modo sistematico con le altre informazioni disponibili. È questa frammentazione, più ancora della scarsità dei dati, a limitare la capacità di individuare relazioni e anomalie. Arachne+ può dunque rappresentare la prima vera ‘Palantir pubblica’ europea: non perché vede tutto, ma perché prova a ricomporre ciò che finora lo Stato ha osservato per frammenti. La questione politica e amministrativa non è più se questi strumenti arriveranno. Sono già arrivati.

Ma come affermò James Madison nel saggio n. 51 dei Federalist Papers: ‘Se gli uomini fossero angeli, non sarebbe necessario alcun governo. Se fossero gli angeli a governare gli uomini, non sarebbero necessari controlli né esterni né interni sul governo.’ In effetti, anche nell’epoca di Arachne+, se ogni controllo affidato a una persona può avere un prezzo, ogni controllo affidato a una macchina conserva il tariffario di chi ne ha scelto dati, regole e indicatori.